Clicca sui Gufi per collegarti al sito di Terapia Manuale

domenica 11 dicembre 2011

Incontri

In questo periodo scrivo poco e corro poco. Dopo la maratona di Firenze sono uscito 2 volte sole a correre anche a causa di un fastidiosissimo raffreddore con quqlhe linea di febbre. Oggi è stata la seconda, molto lenta uscita. Sono partito da casa a "velocità corteo sindacale" e mi sono diretto verso il centro. Mura aureliane, viale aventino...Stavo facendo una passeggiata lenta e con qualche difficoltà respiratoria. Poi sotto al palazzo della FAO a Caracalla capita di fare un incontro che ti cambia la mattinata. All'inizio mi ha colpito il suo abbigliamento così sgargiante e si, voglio essere sincero fino in fondo, il fondoschiena. Anche a 50 metri di distanza era possibile percepire il grido interiore del gluetus maximus "guardatemi tuti guardatemi tutti". Imbustata in un paio di pinocchietti neri con inserti fuxia e sovrastato da una maglia tecnica fuxia con cuciture nere la runner se ne andava in giro corricchiando con passo lento. Un Garmin sul polso, la fascia cardio che faceva intravedere il suo nero sotto il fuxia della maglia, un cappellino dal cui buco sulla nuca fuoriusciva una abbondante coda di cavallo color cenere. Un ipod faceva bella mostra di se al braccio destro dentro una arm-band griffata e sono sicure stesse ascoltando l'ultimo podcast di M2O o di qualche altra radio tunz-tunz. Solo la casualità ha fatto in modo che il suo passo lento ed il mio da "malaticcio" fossero praticamente sovrapponibili e, come dire, quando non ti va di correre e ti senti poco bene uno stimolo in più per non mollare può essere utile. Cercando di respirare da ogni orifizio adatto allo scopo mi avvicino e mi piazzo lì di dietro, 5/10 metri dietro. Non avevo nessuna voglia di importunarla, volevo solo "studiarla" e fare qualche km per capire qualcosa in più di lei, sarà che mi affascinano le ragazze che corrono e che lo fanno "come se andassero ad una sfilata". Mi affascinano perchè ancora non ho deciso se mi piacciono (sono una donna e non perdo la mia femminilità, mai! Ci tengo ad essere bella sempre) o se le trovo insopportabilmente inadatte (vado a correre per farmi notare e per sfoggiare l'ultimo completino nike così rosicano tutte). Mentre correvo ho acceso la fantasia ed ho iniziato a pensare (chi legge il blog sà che se una cosa mi colpisce per qualche motivo sono in grado di ricamarci sopra per pagine e pagine...chi ha detto topolona?), cercavo di intuire dove abitasse (ripeto senza secondi fini, diciamo per studi sociologici) o del perchè avesse acquistato quelle scarpe  che sembravano scelte più per i colori che per il resto (forse delle reebok). Correndo sembrava sapesse dove andare, come avesse un percorso preimpostato in testa, svoltava con una sicurezza che dimostrava la sua esperienza riguardo il percorso che stava facendo. Ho deciso la lascio andare e torno verso il biscotto, mentre lei prosegue la sua corsa andando verso il Celio io giro a destra e passando davanti a Canale 5 me ne torno verso Caracalla. Arrivato al biscotto tra i tanti runners incontro lui, lui si che mi "stimola". Fratello sei uscito da un telefilm anni 80? Una tuta Adidas blu di cotone con le tre righe bianche sulle spalle e sulle gambe, nessun cedimento alla tecnologia GPS o al footpad. Un cronometro stretto nella mano destra (potrei giurare fosse un orologio casio di quelli che all'epoca fecero scalpore) che controllava di tanto in tanto e seguendolo ho iniziato la mia regressione. Quella tuta mezza attillata ma ancora non confezionata con materiali elasticizzati era proprio quella che da bambino indossavo per fare ginnastica a scuola, in testa un cappello di lana che sembrava fatto ai ferri da una potenziale nonna. Come si fa a non amare uno che nel 2011 va a correre con la tuta e il cappello di lana? Uno che indifferente al progresso rifiuta le maglie tecniche, le maglie termiche, i vestiti a compressione, il Garmin, preferisce correwre con ualche kg di roba addosso piuttosto che con un paio di strati leggerissimi di filato e che magari non è mai entrato da decathlon? Ai piedi delle asics, non saprei dire il modello ma mi piace pensare che siano le asics che aveva a casa chissà da quando...
Lo seguo, stà facendo delle ripetute e quando accelera lo lascio andare recuperandolo nei momenti in cui rallenta. Nel delirio mi sembra di veder passare una Ritmo e una Regata, no passano sul serio. Per un attimo mi sento come in "life on mars" poi le vedo fermarsi davanti alla chiesetta, probabilmente serviranno per fare le foto agli sposi penso.
Io non mi muovo di quì, devo fare ancora una decina di km e ho deciso. Me li faccio tutti dietro a sto tipo quì. Lo seguo facendo l'elastico a volte più lontano a volte superandolo per brevi tratti quando....la classica suoneria dell'iphone mi sveglia da flashback anni 80, lui correndo risponde "ciao amò, si stò al biscotto ma ho finito tu ndo stai?"...."vabbè se vedemo alla maghina io già stò lì"....Non ci crederete alla macchina lo stava aspettando quella in fuxia, li vedo baciarsi mentre mi allontano dirigendomi verso la Colombo.
Tornato al 2011 decido che non ne vale più la pena (anche perchè non respiro ed ho la tosse ora) e mi dirigo verso casa dove sotto la doccia non riesco a darmi pace. Come si chiameranno quei 2. Per me Gessica e Ivano

1 commento:

  1. Complimenti per il racconto. Molto piacevole. Ciao.

    RispondiElimina